AuToVelox del Comune di Villapiana: come fare ricorso e difendersi da Multe ingiuste

Il tema delle multe autovelox è tornato al centro del dibattito grazie a una recente sentenza della Corte di Cassazione (10505/2024): la decisione è nata dal caso di un automobilista di Treviso, che ha contestato la multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox non omologato.

La Corte ha stabilito che, affinché una multa autovelox sia valida, è necessario che l’apparecchiatura sia non solo approvata dal Ministero delle Infrastrutture, ma anche omologata in modo puntuale. Questo doppio requisito è essenziale per garantire la legalità delle sanzioni, ma la maggioranza degli autovelox attualmente in uso non sembra soddisfare questi criteri. La sentenza, quindi, potrebbe aprire la strada a numerosi ricorsi, a patto che l’automobilista non abbia già pagato la multa e che i termini per contestarla non siano scaduti.

La sentenza della Cassazione rappresenta una svolta cruciale per la legittimità delle multe autovelox. Se da un lato conferma l’importanza della sicurezza stradale, dall’altro evidenzia come molti dispositivi siano stati utilizzati senza rispettare pienamente le norme, mettendo in discussione migliaia di sanzioni emesse negli ultimi anni. 

Parallelamente alla sentenza, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sta per completare un nuovo decreto che riforma la disciplina degli autovelox, stabilendo regole più rigorose per la loro installazione. L’obiettivo è garantire che questi dispositivi vengano utilizzati per migliorare la sicurezza stradale. 

Gli automobilisti che ritengono di aver ricevuto una multa ingiusta a causa di un autovelox non omologato o installato in maniera irregolare hanno la possibilità di contestare la sanzione attraverso un ricorso.

Il ricorso deve essere presentato innanzi all'Ufficio del Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa l'infrazione, entro 30 giorni dalla data di notifica della multa. Questo termine è molto importante: una volta scaduto, la sanzione diventa definitiva e non sarà più possibile contestarla.
In alternativa, si può presentare il ricorso al Prefetto del luogo di residenza o dove è stata commessa l’infrazione. Questa modalità potrebbe essere più rapida, ma in caso di rigetto del ricorso da parte del Prefetto, la sanzione può raddoppiare.